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 Mario Giammarinaro

nato a Torino nel 1951 vive e lavora a Pralormo (To)

tel 011 94 81 397

Una spiazzante concezione del paesaggio contemporaneo nel crocevia tra natura, artificio e cultura. Questa la visione secondo le " lenti artistiche" di Mario Giammarinaro la cui ricerca è fortemente connotata dall'uso della materia per dare vita a un rinnovato espressionismo informale.Attraverso segni densi e concrezioni materiche dai toni cupi si sviluppa una poetica che racconta tutta la potenza della natura e il mistero del suo continuo rigenerarsi ,nonostante le reiterate violenze perpetrate dall' uomo e dalla società contemporanea. Un tema decisamente attuale e molto caro all' artista, la ricerca di un'armoniatra uomo e natura, e il legame profondo con gli elementi primordiali, la terra e l' acqua.

                                                                                                                                       Federico Poletti

 

Il discorso di Giammarinaro appare contraddistinto da una dimensione pittorica in cui la materia - colore assume una propria e indiscutibile identità, una intrinseca capacità di trasmettere un ‘ emozione, un pensiero, una sottile inquietudine.Si avverte perciò nei suoi dipinti l’ essenza di una elaborazione mediante la quale ottiene una particolare materia, che è il risultato della fusione di colle da legatoria, resine, pigmenti industriali.E da questo impasto emergono i segni indelebili del tempo, lande desertificate, le terre laviche, le spiagge dell’ Atlantico degradate dalla marea di petrolio.

                                                                                                                                 Angelo Mistrangelo

 

In tutti i suoi manufatti, si notano la personalità plurima dell' artista: l' alchimista, lo sciamano, il ricercatore scientifico disciplinato e preciso che sperimenta nuove possibilità della materia tecnologica e la forgia esteticamente in modo innovativo.Conosce il segreto delle colle, dei leganti, delle amalgame sintetiche, dei pigmenti industriali, delle resine e dei polimeri plastici. Nel suo crogiuolo filtra, impasta, mescola, cuoce condensa e modella derivati idrocarburici che con il suo intervento diventano nuove terre dai riflessi vitrei.

                                                                                                                                    Giovanni Cordero

 

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